La cosa più bella è ridere qui seduti nel nostro tavolo della cucina insieme ai miei figli. Non è scontato nulla… mi basta pensare a lei, una signora che spesso incontro al supermercato, una bella donna. Penso che fa la chemioterapia… la osservo, vedo la sua energia, la sua quotidianità, la voglia di esserci ancora, la naturalezza nel suo sguardo mentre mi sorride, ormai di vista ci si conosce. La guardo ancora e vedo anche la paura di non farcela. Mentre scrivo mio figlio si è addormentato, che bello rannichiato su se stesso… ha messo le due sedie per fare il suo lettino. 
I suoi pugni sono chiusi, lì ci vedo la vita serrata, stretta in una mano… mi fa piangere, vorrei parlargli e dirgli quanto lo amo, accarezzo i suoi capelli, lo trovo ancora così piccolo e indifeso…vorrei esserci sempre per loro, ma non so’ cosa riserverà per me la vita. Per ora trattengo un pianto disperato, la paura del buio di una notte..di non esserci, di non sentire, di non vedere. Una cosa per ora farò… anch’io come mio figlio chiuderò i pugni e terrò stretta per ora la mia vita.

La Diversa