Ormai alle 18 di ogni giorno ci siamo purtroppo abituati a ricevere il “bollettino di guerra” da parte della Protezione Civile con la triste conta dei morti.

Morti che crescono ogni giorno, cento, duecento, trecento, ormai siamo arrivati ad oltre seicento in un giorno.

Morti che, ci dicono, non trovano più posto nelle strutture per la cremazione e vengono trasportati da colonne militari in altre regioni per esser cremati.

Una tragedia nazionale, per carità, un dolore immenso.

Qualcosa però non torna perché fin qui nessuno è riuscito a spiegarci la ragione per la quale in Italia la mortalità sia così elevata rispetto agli altri paesi. Le differenze sono talmente macroscopiche che il dubbio che qualcosa non stia realmente andando in quei conteggi nasce spontaneo.

Di seguito una tabella riepilogativa dei primi quindi paesi al mondo per numero di contagi.

Non è davvero comprensibile il perché in Italia si muoia per Coronarivus 46 (dico quarantasei) volte in più rispetto alla Germania, il doppio della Cina o della Spagna.

Ci è stato detto che questo dipende dal fatto che l’Italia sarebbe un “paese di vecchi” con un’età molto avanzata rispetto agli altri paesi. Ma anche questo non sembrerebbe vero se si prendono i dati dell’aspettativa di vita dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Addirittura la Spagna ha un’aspettativa di vita più elevata della nostra, la Germania di pochissimo inferiore ma anche la Cina non è poi così distante.

Si potrebbe valutare l’ipotesi che il nostro sistema sanitaria sia totalmente incapace di gestire un simile contagio rispetto agli altri paesi. Ipotesi non condivisibile a astratta ove il nostro sistema sanitario, pur falcidiato da tagli e riduzioni, è una eccellenza mondiale.

Si potrebbe quindi pensare che il virus italiano è una mutazione di quella presente negli altri paesi più invasiva e con una mortalità molto elevata. Ipotesi fantascientifica, improbabile e comunque al momento priva di ogni riferimento scientifico.

Dopo aver scartato tutte le ipotesi resta quindi un grosso punto interrogativo e le nostre Istituzioni che si arrampicano sugli specchi rispondendo che devono “decidere di decidere se decidono” di darci una reale motivazione.

Repubblica di ieri, cronaca di Bologna:

” Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 531 a 640: 109, quindi, quelli nuovi, di cui 36 donne e 73 uomini. Ma soprattutto per le province di Parma e Reggio Emilia, una parte dei decessi è relativa ai giorni scorsi, persone per le quali si attendeva l’esito del test tampone Covid-19.”

UNA PARTE DEI DECESSI E’ RELATIVA AI GIORNI SCORSI, PERSONE PER LE QUALI SI ATTENDEVA L’ESITO DEL TEST TAMPONE COVID-19?

Stento a credere a quello che leggo. In buona sostanza si conteggiano i morti anche in assenza del risultato del tampone?

Forse le ragioni della mortalità italiana iniziano ad appalesarsi che quindi sembrerebbe ingravidata da una scelta incomprensibile di considerare i morti come morti da Coronavirus a prescindere da una valutazione specifica in tal senso.

Poi l’istituto Superiore di Sanità farà poi le verifiche che però restano un dato “accademico” laddove nessuno va a modificare le percentuali di morti ormai conteggiate.