Ci siamo abituati ad ascoltare Borrelli, Coordinatore della Protezione Civile, che ogni pomeriggio tiene la conferenza stampa della situazione Covid-19.

Non è sicuramente un comunicatore, ma questa potrebbe essere una qualità non necessaria per un ruolo tecnico per definizione.

Nella conferenza stampa del 21 marzo citando il numero dei morti ha detto testualmente: “non dividiamo i morti fra quelli ‘per coronavirus’ e ‘con coronavirus'”. In buona sostanza non si preoccupa, lui è tutto il suo staff, di capire se i morti siano effettivamente legati al Coronavirus. Certo la sufficienza con la quale lo ha detto non rende giustizia ai morti e ad una platea di sessanta milioni di italiani che vorrebbero capire meglio la portata di questo contagio.

Si ha l’impressione che la gestione del Governo e della Protezione Civile sia talvolta approssimativa con atteggiamenti fuori luogo (ad esempio il siparietto del Ministro boccia e dello Stesso Borrelli sulle mascherine di carta) e troppa sufficienza.

Non sono in grado di valutare se questa approssimazione si riverberi anche nella gestione delle loro attività ma il dubbio lo stanno ingenerando per quei loro comportamenti e Dio voglia che non sia così.