Mi sono impegnato, fin quasi dall’inizio dell’epidemia Covid-19, a aggiornare alcune mie tabelle di riepilogo e grafici correlati, sopratutto perché non mi erano molto chiari quelli diffusi dalla Protezione Civile e generalmente ripresi dai Giornali.

Il problema è che i conti che vengono fatti “non tornano” o almeno non forniscono un dato reale dell’incremento (o decremento) dei contagi.

Guardiamo il grafico qui sotto, pubblicato da TGCOM24 oggi.

Confrontiamola con la mia tabella analitica che comunque accoglie i dati ufficiali.

Leggendo i giornali, ma anche ascoltando la Protezione Civile, negli ultimi giorni (secondo loro) i contaggi avrebbero avuto una flessione mentre i dati reali dicono l’esatto contrario con un incremento, anche significativo, dal 23 marzo in poi.

L’errore che fanno è molto semplice: in buona sostanza rilevano la differenza sul totale dei “superstiti contagiati” quindi senza considerare i guariti ed i morti. Il che, di tutta evidenza, non ha nessun senso logico perché i “nuovi contagi” sono la differenza fra il totale dei contagi e non dei superstiti. Per assurdo, seguendo la logica di calcolo della Protezione Civile, se in un giorno morissero 10 mila persone dichiarerebbero una “rilevante flessione dei contagi”.

Oggi per esempio i nuovi contagi sono 6.153 e non 4.492 come dichiarato da Protezione Civile e Giornali.

Mi preoccupa molto questa situazione perché se neanche il conto dei nuovi contagiati riusciamo a fare mi chiedo come si possa affrontare una bestiaccia come il Covid-19