Ho già avuto modo di affrontare alcune iniziative dell’Attuale Governo tese a limitare la libera espressione del pensiero con provvedimenti fatti male nella forma ma pericolosissimi nella sostanza.

Innanzitutto, repetita juvant, la DELIBERA N. 129/20/CONS dell’Agcom che al punto 2 dell’art. 1 prevede espressamente:

“I fornitori di piattaforme di condivisione di video adottano ogni più idonea misura volta a contrastare la diffusione in rete, e in particolare sui social media, di informazioni relative al coronavirus non corrette o comunque diffuse da fonti non scientificamente accreditate. Le predette misure devono prevedere anche sistemi efficaci di individuazione e segnalazione degli illeciti e dei loro responsabili.”

Un provvedimento che di fatto crea le condizioni per colpire chiunque esprima opinioni sul coronavirus perché quali possono essere le “fonti non scientificamente accreditate” se non il Governo stesso o chi esso decida lo sia.

Questo peraltro in una situazione nella quale i soggetti “scientificamente accreditati” sembrano brancolare nel buio e non riescono a fornire non dico una soluzione medica ma neanche una valutazione obiettiva dell’evoluzione di questo contagio.

Non per niente quelle fonti fino al 27 di febbraio GARANTIVANO che non ci sarebbero stati problemi in Italia, che tutte le misure necessarie erano state prese ed in ogni caso eravamo pronti ad affrontare il problema.

S’è visto!

Mentre ogni giorno contiamo a centinaia i morti questi soggetti scientificamente accreditati anziché fornirci “soluzioni scientifiche” si preoccupano di mettere a tacere chiunque la pensi diversamente o si azzardi ad avanzare ipotesi diverse dalle loro tesi. Che poi bisognerebbe capire quali sarebbero le loro tesi perché fin qui non si è molto capito laddove ci hanno propinato tutto ed il contrario di tutto.

In ogni caso negli in un mese assistiamo a tante, troppe, iniziative che si pongono in contrapposizione a quello che io ritengo essere “libera espressione del pensiero”.

Oltre alla già citata delibera l’Agcom ha intrapreso altre iniziative che non condivido per nulla.

Innanzitutto l’oscuramento definitivo di Panzironi che non ha più possibilità di utilizzare mezzi di comunicazione per esprimere il proprio pensiero. Anche Giletti ha ricevuto una diffida per averlo invitato in una recente trasmissione, pur in presenza di contradditorio.

Per carità, tutto fuorché condividere le posizioni di Panzironi ma vorrei che prima venisse condannato definitivamente in un Tribunale della Repubblica e poi magari mettergli “il bavaglio” o in ogni caso sempre un Tribunale della Repubblica dovrebbe intraprendere iniziative preventive e cautelativa rivolte a “farlo tacere” e non un’Agenzia Governativa, espressione, appunto, del Governo e quindi delle maggioranze politiche che lo sostengono.

Ma con il Coronavirus assistiamo anche ad uno stillicidio giudiziario fra scienziati che sinceramente sta diventando eccessivo, strano e discutibile.

Da una parte Burioni, o almeno l’Associazione denominata”Patto Trasversale per la Scienza”, dall’altra tutti coloro che esprimono opinioni diversa dalle sue, o forse sarebbe meglio dire “dalle loro” riferendosi a questa Associazione.

Già “Patto Trasversale per la Scienza” è una denominazione piuttosto sinistra, ma è questione di gusti, ci mancherebbe.

Visitando il sito dell’Associazione non ho trovato, forse per mia incapacità, chi siano i suoi organi direttivi, anzi neanche un codice fiscale o una partita iva che in realtà, applicando la legge, sarebbe obbligatorio indicarli. Voglio dire, un’Associazione che si sta dimostrando estremamente rigida quando si parla di regole dovrebbe applicare la legge in maniera efficiente.

Burioni, che sembrerebbe essere il deux ex machina di questa Associazione, che ci ha abituato ad una “pesante revisione” delle sue posizioni verso il Coronavirus passando da “non ci sono problemi in Italia” di fine gennaio ad altre totalmente opposte via via che il contagio si diffondeva.

Certo dichiarare la gravità di un contagio dopo la sua diffusione riesce anche a me.

Uno scienziato dovrebbe, ma forse in questo caso era talmente sconosciuto il virus non sarebbe stato possibile, dovrebbe darmi una valutazione preventiva più vicina alla verità che poi, purtroppo, si è manifestata in tutta la sua drammaticità.

Beninteso. Burioni è sicuramente uno scienziato capacissimo, con un curriculum professionale di tutto rispetto. Probabilmente quindi se ancora una soluzione a questo virus non è stata trovata è perché si tratta di qualcosa di particolarmente difficile ed ostico. In fondo tutti gli scienziati del mondo ci stanno studiando senza risultati.

In ogni caso questa la sequenza delle iniziative giudiziarie intraprese dal “Patto”:

  • il 14 marzo 2020 annunciano querela contro Vittorio Sgarbi per le sue opinioni sul Coronavirus;
  • il 15 marzo 2020 il Prof. Bassetti di Genova diffida Sgarbi rispetto ad alcune sue affermazioni nelle quali faceva riferimento a presunte dichiarazioni dello stesso Bassetti. Probabilmente non ho seguito granché la cosa e potrei sbagliarmi ma per quello che ho avuto modo di sentire io in effetti Sgarbi più o meno sosteneva le stessi tesi di Bassetti, ma probabilmente mi sbaglio;
  • il 22 marzo 2020 diffidano la Dott.ssa Gismondo per le sue opinioni sul Coronavirus;
  • il 25 marzo 2020 annunciano querela contro il Dott. Montanari per alcune sue opinioni sul Coronavirus.

Capisco il momento delicatissimo e la necessità di preservare la verità.

La domanda è: quale è la verità?

Fin qui mi pare, ribadisco, si brancoli nel buio, senza che granché sia stato chiarito con situazioni che paiono diverse da paese a paese (in Italia al momento abbiamo una mortalità del 11% mentre in Germania non arriva all’1%) e risposte concrete non ci vengono fornite se non di restare chiusi in casa e non muoversi. Anche questa una posizioni estrema, piuttosto logica e per la quale non era proprio necessario un simposio di scienziati per prenderla.

Sinceramente questa propensione alla controversia lascia qualche dubbio anche se, quello sì, almeno in questo caso si è intrapreso la strada giudiziaria che qualche garanzia forse ce la fornisce rispetto a posizioni Agcom.

Non sia mai che la libera espressione del pensiero trovi ostacoli e per questo mi auguro che Il Patto trovi ragioni nelle sedi giudiziarie perché diversamente allora significherebbe che questa sequenza di iniziative giudiziarie assomiglierebbero parecchio ad una intimidazione se non peggio.

Non lo so e non sono in grado di giudicare ed in tal senso resto in attesa che i Tribunali della Repubblica si pronuncino sull’argomento.

Il mio timore è che noi tutti ci si abitui alla perdita delle nostre libertà, vulnerabili come siamo rispetto a questo contagio che ci fa terrorizza e che per la prima volta nella storia della Repubblica ha imposto un “coprifuoco h24” a tutta la popolazione.