Mi sono sforzato di comprendere quali potessero essere i principi delle “Sardine”, se in qualche maniera esprimessero un pensiero o comunque delle idee di un qualche interesse.

Le ho seguite cercando, come ho potuto, di capirci qualcosa ma non ci sono riuscito, o meglio l’espressione di quel movimento è il caos più assoluto con contraddizioni anche macroscopiche.

In buona sostanza pare che neanche loro sappino esattamente cosa stiano facendo ed esprimono slogan astratti, siamo ormai al “piove governo ladro” che non stonerebbe per nulla nell’approssimazione e sconsideratezza espressiva di questo movimento.

Alcuni esempi, ma la “bibliografia” delle assurdità che sostengono è cospicua.

Pontedera, con le Sardine Pontederesi.

Il giorno nel quale Facebook viene obbligato a ripubblicare la pagina di Casapound le Sardine Pontederesi pensano bene di scrivere un post sull’argomento. Non mi sarei scandalizzato se avessero preso una posizione contro Casapund, magari citando casi specifici e comunque contestandone i contenuti.

Macché. Scrivono un post a dir poco assurdo, intriso di ignoranza, che in buona sostanza difende Facebook nella misura in cui essa “detta le regole” e chi non le rispetta deve essere fatto fuori senza se e senza ma.

Ciò, giusto per chiarire, non lo sostiene neanche Facebook stessa che dopo essere stata messa alle corde dal Senato Usa e da mezzo mondo sull’argomento ha annunciato, non troppo tempo fa, l’intento di creare un organo autonomo che valuti e decida le casistiche che possano determinare il blocco di una pagina o di un utente (“Facebook, una nuova commissione indipendente avrà l’ultima parola sulla cancellazione dei contenuti“, TgCom24).

Ma come? Sono anni che mezzo mondo cerca di arginare lo strapotere di Facebook nella gestione dei contenuti e sopratutto nell’imposizione del suo imperio sulla cancellazione degli stessi e ora arrivano le Sardine a dirci che ha ragione Facebook e che è giusto che faccia quello che vuole.

Più che sardine sembrano un gregge di pecore ubbidienti ed in ogni caso lontane anni luce dalla realtà, forse ignare di cosa siano realmente i social ed in ogni caso dimostrando una ignoranza funzionale che lascia interdetti, tanto è macrospica.

Ma basta leggere il post, che di seguito pubblichiamo, per capire le cialtronerie che sostengono: multinanzionale irlandese? ricorso? in appello vincerebbe senza dubbio Facebook?

Il bello è che qualche giorno dopo pubblicano un post con una lettera aperta di altre sardine dove sembra vogliano sostenere tutt’altro: ” Liberi di esprimere pacificamente un pensiero e di farlo con il corpo, contro ogni tentativo di manipolazione imposto dai tunnel solipsistici dei social media.

Tralasciamo “solipsistici”, un termine che rappresenta unicamente (anche questo) ignoranza funzionale laddove mal si concilia con l’obiettivo di esser chiari, contraddice in maniera evidente quanto sostenuto qualche giorno prima.

Questo a Pontedera.

Rispondono pochi giorni fa le Sardine Senesi con un bel cartello “Abbatti Capitalismo”. Proprio loro, proprio le sardine, che si sono fatte paladine della Facebook Inc., emblema del capitalismo più potente.

Ho classificato questo articolo nella rubrica “balle” laddove, anche con tutta la migliore volontà, non saprei come poterlo classificare diversamente.

Amen